Basilica romanica

L’ORIGINE DELLA BASILICA

Basilica di San Piero a Grado

ORARIO DI APERTURA DELLA BASILICA

Dal 01/11 al 31/03
DALLE 9:00 alle 17:00

Dal 01/04 al 31/10
DALLE 9:00 alle 18:30

 

ORARIO MESSE

Feriale: ore 18:00 
Sempre in Basilica tranne il mecoledì a La Vettola

Prefestivo: ore 18:00 a La Vettola

Domenica e Festivi: 
ore 9:00 a La Vettola
ore 11:00 in Basilica

La Basilica di San Piero a Grado sorge presso il luogo in cui, nell'epoca romana, la principale bocca dell'Arno sfociava nel mare. Fu edificata là, perché, secondo un’antica tradizione, nel porto esistente allora sarebbe sbarcato S. Pietro nel suo viaggio verso Roma. Iniziata nel X° sec. e terminata nel XI°, fu opera di quei tempi in cui i pisani erano divenuti grande potenza marinara e commerciale. Nacque come ampliamento di precedenti costruzioni di epoca romana, delle quali restano tracce di fondazioni (visibili all'interno), venute alla luce negli scavi degli anni 1955-65. Si evidenziano tre epoche di costruzione: le fondamenta di edifici portuali romani già dette, il muro dell'abside della prima chiesa del IV° sec. e infine le absidi della seconda chiesa del VI-VII° sec. ampliata con la navata sinistra. Gli scavi, iniziati nel 1919-20, furono ripresi successivamente alla riparazione della breccia aperta dalla caduta del campanil e (1944) a sud-ovest nella navata destra. Quest’ultimo intervento, con metodo più attento alla stratigrafia, ha portato al rinvenimento di una colonna con sopra un piano di marmo, che era stato l’altare della primitiva chiesa. Questo altare, al centro dell’abside nella prima chiesa, oggi è nello stesso luogo sotto un ciborio tardo gotico. Si notano chiaramente i basamenti delle absidi delle prime due chiese; due tronconi di marmo bianco a torciglione, resti delle colonne di sostegno del- l’antico ciborio, emergono appena dal livello più basso. L’abside esterna è della più antica della Chiesa con unica navata (IV sec.) e abbraccia l’altra di epoca longobarda (VI-VII sec.). La seconda chiesa fu edificata, con tutta probabilità, in seguito ad un incendio della prima. Queste successive ricostruzioni indicano un continuo  interessamento a mantenere sul luogo un culto, evidentemente importante, che può essere una conferma della tradizione relativa alla presenza dell’Apostolo Pietro in questo luogo. Nella medesima occasione degli scavi furono messi in luce i livelli dei pavimenti delle due antiche chiese. Il terreno si elevava continuamente a causa delle frequenti esondazioni dell’Arno che lasciavano abbondanti sedimenti. Gli scavi, utili a mostrare al visitatore il variare delle opere succedutesi in epoche diverse nella storia, hanno però interrotto il culto in questo “Santuario Petrino”, privilegiando l’aspetto archeologico di fronte a quello religioso.

 

LA STRUTTURA

La Basilica è di stile romanico pisano ed è costruita con pietre locali, particolarmente con pietra "verrucana”, realizzata con materiale “di spoglio”, ma con un disegno solenne e prestigioso che fa pensare ad un “architetto” di grande sensibilità ed esperienza, di cui ignoriamo il nome. Le colonne provengono da edifici romani preesistenti, come pure i capitelli di vario stile (corinzi, dorici, a foglie d'acqua e perfino uno siriaco). La serie degli archi mostra due fasi nella costruzione di questa Basilica: prima quella verso oriente con archi più piccoli; successivamente la parte verso il mare con gli archi più grandi. I due pilastri restavano a metà dell’edificio: il muro a nord oggi indica la lunghezza originaria. Secondo lo stile abituale ad occidente c’era la facciata, che andò distrutta non sappiamo per quale causa: un incendio? un evento bellico? un calcolo errato nella costruzione?... Non abbiamo nessun documento al riguardo. Resta il fatto che al posto della facciata caduta fu innalzata la torre campanaria alta 37 metri e la Basilica fu accorciata di circa 12 metri e chiusa con un’abside. Perché questa soluzione? Per imitare le Basiliche imperiali germaniche ed esaltare l’amicizia della ghibellina Repubblica pisana con l’imperatore? Perché le risorse erano  destinate alla Cattedrale?

 

GLI AFFRESCHI

Nella Basilica si concentrò la grande espressione artistica della ricca Pisa nei secoli XI°, XII° e XIII°. Vi si trova la documentazione della capacità di affrescare (trasmessa dai maestri bizantini?) nei primi anni del secolo undicesimo. Le pareti erano tutte affrescate con dovizia. Vi si sono trovati affreschi uno sopra l’altro, tanto era il fervore di rendere bella e prestigiosa la Basilica, che doveva presentare la grandezza di Pisa. Il ciclo principale di affreschi si trova nella navata centrale e sono stati eseguiti da Deodato Orlandi, pittore lucchese. Questi affreschi appartengono ai primi anni del 1300. Sono, presubilmente, copiati dal ciclo di affreschi esistente all’epoca nel quadriportico antistante la Basilica costantiniana ispirati alla “Legenda Aurea”. L’esistenza degli affreschi romani è rimasta documentata in alcuni disegni che il romano Grimaldi eseguì e che corrispondono a quelli esistenti in questa Basilica. Sono rappresentate scene della vita dell’apostolo Pietro desunte dal Vangelo, dagli Atti degli Apostoli, dalle tradizioni. Alcuni quadri, originali e non derivati da Roma, rappresentano questa Basilica stilizzata, la colonna dell’altare primitivo, la visita di illustri personaggi, ecc. Al di sotto dei quadri principali, in loggette dipinte, sono raffigurati i Papi da S. Pietro a Giovanni XVII° (1007). Questa singolare successione delle effigi dei papi ricorda quella esistente in S. Paolo a Roma, con la differenza che questa è molto più antica. Gran parte degli affreschi delle navate laterali sono andati perduti per l'incuria dei tempi e per le notevoli trasformazioni che la chiesa ha subito nel corso dei secoli. Ne rimangono solo alcuni stralci, visibili specialmente nella navata sinistra e nelle absidi laterali, a testimoniare il valore culturale che essi avrebbero potuto avere.

 

L'ESTERNO

La mole della Basilica risalta, imponente, nella campagna circostante. Il primo interrogativo che si pone il visitatore è proprio il “perché qui” una Chiesa così grande. Certamente presentava la potenza di Pisa a chi proveniva dal mare o percorreva il tratto della Via Aurelia (ora deviata). Ma poteva anche significare l’importanza del luogo a conferma dell’antica tradizione dello sbarco di San Pietro. Sotto la sporgenza del tetto si possono ancora ammirare in notevole numero i bacini ceramici che brillavano ai riflessi del sole. Tali tipici ornamenti di carattere moresco sono fra i più notevoli della regione pisana. Molti sono esposti nel Museo Civico di S. Matteo a Pisa. Nel paramento dei muri perimetrali della Basilica sono incluse alcune pietre con rilievi di carattere classico e romanico, nonché alcune iscrizioni romane. Nella parete a nord ci sono tre porte: la piccola contemporanea all’edificio, quella centrale aperta nel ‘700 (come anche la corrispondente nella parete a sud),  l’altra aperta dopo il crollo della facciata. Il campanile, possente costruzione duecentesca, fu minato il 22 Luglio 1944 e attende ancora di essere ricostruito per ridare al complesso l’immagine storica.

 

NELLA STORIA

Pur mancando documenti riguardanti origine, date, nomi, ecc. da tutto l’insieme risulta evidente che questo luogo è sempre stato oggetto di attenzione da parte delle autorità civili e religiose e di devozione da parte dei fedeli. La documentazione cartacea della tradizione circa lo sbarco di S. Pietro è tardiva. Considerando l’antichità della prima Chiesa esistente sul posto, si può ragionevolmente ipotizzare che l’apostolo Pietro abbia viaggiato  per evangelizzare e sia sbarcato o passato anche da Pisa, dove da tempi remoti esisteva un porto sicuro. L’archeologia dà un certo credito alla tradizione, autorizzandoci a supporre che, fin dall’epoca in cui il Cristianesimo si affermò apertamente, nell’edificio romano presso la foce del fiume Arno si conservasse la memoria del luogo in cui Pietro aveva dimorato.
Di fatto la Basilica nelle sue vicende è sempre stata considerata luogo di origine del cristianesimo a Pisa. In epoca medievale lungo la strada da Pisa alla Basilica sorgevano cenobi, dove vivevano eremiti. Essi potevano anche accogliere i pellegrini diretti verso Roma, che qui sostavano, attratti dalla fama del Santuario Petrino.

GW